Acqua e servizi igienici

L’acqua è essenziale per la vita. Circa il 70 % della superficie terrestre è coperta da acqua ma soltanto il 2,3% è acqua dolce e questo dono della natura è continuamente messo sotto pressione dalla crescita della popolazione mondiale. L’aumento della domanda e la crescente scarsità hanno immediatamente fatto aumentare il suo valore ed hanno portato a tentativi di privatizzarne la distribuzione. La Banca Mondiale e il Fondo Monetario Internazionale hanno promosso questo processo attraverso stipulazioni di accordi commerciali e di condizioni di prestito ai paesi in via di sviluppo. In molti casi la privatizzazione ha comportato un aumento dei prezzi e al decadimento della qualità dell’acqua.

Nel mondo, ogni anno muoiono 2 milioni di bambini a causa di malattie causate dall’acqua (acqua non pulita o dalla sua mancanza), 885 milioni di persone non hanno acqua pulita e 2,6 miliardi di persone non hanno accesso a servizi igienici di base.  Secondo la Population Action International, e sulla base delle Proiezioni sulla Popolazione dell’ONU del 1988, più di 2,8 miliardi di persone in 48 paesi dovranno affrontare condizioni di stress o di scarsità di acqua entro il 2025. Di questi paesi, 40 sono nell’Asia occidentale, nell’Africa del Nord o nell’Africa sub sahariana.  Nei prossimi venti anni l’aumento della popolazione e la crescita della domanda saranno tali che le proiezioni prevedono che tutti i paesi dell’Asia occidentale soffriranno per la scarsità di acqua.  Entro il 2050 il numero di paesi che avrà scarsità o problemi con l’acqua salirà a 54, per un totale di 4 miliardi di persone, circa il 40 % della popolazione totale stimata per quella data.

Il 28 luglio 2010, l’Assemblea Generale dell’ONU ha adottato una risoluzione storica riconoscendo il diritto umano ad avere acqua sicura e potabile e servizi igienici.  Due mesi dopo, il Consiglio dei Diritti Umani dell’ONU ha adottato una seconda risoluzione affermando che acqua e servizi igienici sono un diritto umano, aggiungendo che il diritto umano ad acqua potabile sicura e ai servizi igienici è derivato dal diritto ad un livello di vita adeguato.  Alcuni trattati internazionali sui diritti umani includono ora specifiche obbligazioni riferite all’accesso ad acqua potabile sicura e ai servizi igienici. Tra questi: la Convenzione sull’Eliminazione di tutte le forme di discriminazione contro le Donne; la Convenzione n° 161 Sull’Organizzazione Internazionale del lavoro; la Convenzione sui diritti del bambino e la Convenzione sui diritti delle persone con disabilità.

I temi legati all’acqua e ai servizi igienici sollevano delle domande circa la gestione di questa risorsa e se la si stia usando in modi sostenibili, responsabili ed etici. L’ambientalista indiana Vandana Shiva propone questa riflessione: “L’acqua deve essere libera per i bisogni del sostentamento. Dato che la natura ci offre l’acqua in modo gratuito, la sua vendita ed il suo acquisto a scopo di profitto violano il nostro diritto inerente a questo dono della natura e negano ai poveri i loro diritti umani.”  Mentre ci impegniamo ad una riflessione personale e comunitaria su questo tema, dobbiamo trovare i modi per sfidare i governi a fare la loro parte per rispettare, promuovere e soddisfare il diritto di tutti ad un’acqua sicura e ai servizi igienici di base.

www.unep.org/dewa/vitalwater/artide141.htm

www.un.org/News/Press/Docs , GA/10967

Water Wars, Vandana Shiva.

scritto da Francesca Restifo e sr. Odile Coirier fmm

    
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